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Le mie foto...

Osservatorio Astronomico di Bologna (Loiano)

Diceva Newton:

"Se ho visto più lontano di altri, è perchè mi sono issato sulle spalle di giganti".

Ed è proprio il caso di dirlo che se ho avuto la fortuna di effettuare e lavorare su delle immagini come quelle che potete vedere in questa pagina, è solo perchè ho avuto la possibilità di issarmi "sulle spalle di giganti". Primo tra tutti il "gigante" Osservatorio Astronomico di Bologna "Gian Domenico Cassini", posizionato presso la località di Loiano, nell'appennino tosco emiliano. Gli altri "giganti" sono ovviamente tutte le persone con le quali ho avuto modo di collaborare durante gli anni universitari, colleghi studenti e corpo docenti, dai quali ho imparato tanto e tanto ancora mi resta da imparare..

Le immagini che trovate qui sotto sono state realizzate nel medesimo osservatorio tra il 2001 ed il 2003 con Bfosc e CCD EEV in tricromia da Stefano Bernabei, Antonio de Blasi e gli ("all'epoca") studenti Sara Caucci, Matteo Barnabè, Rodolfo Canestrari, Alessio Mucciarelli, Mattia Righi e Matteo Montemaggi. L'osservatorio è munito di un telescopio riflettore con sistema ottico Ritchey-Cretien ed uno specchio primario di 1,52 m.

M27 (Dumb-bell Nebula)

(Foto realizzata a Loiano il 31 luglio 2001 con Bfosc e CCD EEV in tricromia da Stefano Bernabei e gli studenti Matteo Barnabè Rodolfo Canestrari e Matteo Montemaggi.)

Mi hanno detto: <<Non sei che cenere e polvere>>. Hanno dimenticato di dirmi che si trattava di polvere di stelle.."  

(Una lettrice di Patience dans l'azur) 

M27 è senza dubbio una delle immagini più spettacolari che abbiamo immortalato. Guardarla crea una certa suggestione. Quello che osserviamo è ciò che capiterà tra circa 5 miliardi di anni al nostro Sole quando, dopo aver attraversato l'ultimo periodo della sua vita come stella gigante rossa, esploderà producendo una nebulosa planetaria. Della stella originaria rimmarrà una nana bianca, una stella molto piccola che si raffredderà e piano piano si spegnerà diventando una nana bruna.

 

M1 (Crab Nebula)

M1 o Nebulosa del granchio (il nome prende origine dalla sua forma) è invece l'immagine di ciò che rimane dell'esplosione di una stella di dimensioni molto maggiori di quelle del Sole. Tale esplosione prende il nome di supernova. "Nova" era il termine latino per "nuova"; con esso si indicava una stella che appariva all'improvviso, mostrandosi dove magari prima non vi erano stelle, poi spariva spegnendosi piano piano. Il prefisso "super" la distingue da una nova, la quale è anch'essa una stella che aumenta la sua luminosità, ma in maniera nettamente minore e con un meccanismo diverso.

L'esplosione della Nebulosa del granchio avvenne nell'anno 1054 e diverse fonti cinesi e giapponesi dell'epoca ne raccontano l'osservazione. Nell'opera Sung-hiu-yao ("Elementi essenziali della storia Sung"), ad esempio, si legge:

"27 agosto 1054. Yang Wei-te dice: Osservo umilmente una stella ospite, che è apparsa in queste notti; al di sopra di essa c'è un debole scintillio di colore giallo".

Quello che si osserva oggi è dunque ciò che rimane di quella immane esplosione avvenuta quasi 1000 anni fa'. Della stella originaria è rimasta una stella di neutroni o pulsar, un nucleo stellare contenente tanta materia, quanta ne è contenuta nel Sole, racchiusa in 10 km di raggio. Se solo la stella fosse stata poco più grande e nel nucleo fosse rimasta materia per oltre circa una volta e mezzo quella contenuta nel Sole (entro un raggio di qualche chilometro), avrebbe avuto origine un buco nero.


I5146 (Cocoon Nebula)

I5146 è una nebulosa che offre allo stesso tempo lo spettacolo di vedere gas ionizzato di emissione e "non vedere" gas di  assorbimento. E'la "culla" di un nuovo ammasso di stelle. Un centinaio di stelle si sono create in un evento comune; uno scenario simile è rappresentato dal giovane ammasso aperto delle Pleiadi nella costellazione del Toro. Le stelle che si sono appena "accese", nel caso di I5146, sono ancora avvolte da una densa coltre di gas e polvere interstellare che, in alcune zone nasconde, e quindi oscura le stelle che vi stanno dietro, in altre zone si colora a causa della radiazione prodotta dalle stelle che "eccita" gli elettroni e dunque ionizza la materia che le circonda riscaldandola e spazzandola via fino al dissolvimento.

M81

Si tratta di una suggestiva galassia a spirale, del tutto simile a quella nella quale noi ci troviamo, la Via Lattea. Si tratta di uno dei modi in cui le stelle tendono a raggrupparsi; nel caso di una galassia a spirale circa 200 miliardi di stelle si distribuiscono in un disco spesso qualche decina di migliaia di anni luce e del diametro di qualche centinaio di migliaio di anni luce. La maggior parte della componente stellare si posiziona al centro del disco, formando un nucleo più spesso (il bulge) e poi lungo dei rami (i bracci) che tendono ad assumere una forma a spirale a causa della rotazione differenziale del disco. Le dimensioni di una galassia come quella visibile nella foto, e quindi anche della nostra, possono raggiungere i 100 mila anni luce.

M109

Anche in questo caso è possibile ammirare una galassia a spirale. Dal Bulge centrale tuttavia è visibile una struttura che attraversa il centro galattico e da cui partono i bracci di spirale. Si tratta infatti di una spirale barrata (SB nella classificazione di Hubble delle galassie), galassia che presenta appunto una barra luminosa di stelle. M109 si trova nella costellazione del Grande Carro o dell'Orsa Maggiore, più precisamente vicino alla "ruota anteriore" del Carro, e questo la rende una galassia circumpolare, visibile quasi tutto l'anno, quando non è troppo bassa sull'orizzonte.

ugc00008

Spettacolare galassia a spirale vista di taglio (edge-on) di cui la Galassia Sombrero è sicuramente la più famosa. In questo caso siamo perfettamente allineati con il disco galattico, dove le polveri oscurano le stelle che vi stanno dietro (linea scura che attraversa l'intera galassia). Queste regioni sono anche quelle in cui vi è più alta formazione stellare. Nei bracci di spirale infatti vi è sufficiente materia interstellare per la formazione di nuove stelle, nel ciclo vitale "stella che muore, stelle che nascono".  Da notare invece l'evidente rigonfiamento nel Bulge centrale dove dimora un maggior numero di stelle. Lo spessore del disco di una galassia come la nostra (via Lattea) è di circa 2 mila anni luce ai bord, nei bracci, e raggiunge i 16 mila a. l. nel bulge centrale.

NGC7741

Ecco un esempio di galassia a spirale barrata vista di vaccia (face on). In questa immagine è possibile vederne bene la struttura del bulge centrale, della barra e dei bracci di spirale che ruotano a partire dalla barra centrale.

Gruppo #42

Ed ecco ora invece una immagine di un piccolo gruppo di 3 galassie che sono con tutta probabilità legate gravitazionalmente tra loro. Come le stelle tendono infatti ad unirsi tra loro a formare gruppi di stelle, le galassie, queste ultime tendono a formare piccoli sistemi di galassie vicine, gruppi, ammassi di galassie ed infine gli stessi ammassi di galassie tendono a far perte di famiglie molto numerose di galassie (fino a..), i superammassi di galasie. Strutture su grande scala come queste possono raggiungere alcune centinaia di milioni di anni luce.

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Altre immagini

Oltre alle mie foto se ne possono trovare una infinità ovunque. Tra le tante, alcune che meritano di essere apprezzate... O che almeno hanno colpito me per bellezza e significato.

L'AAR (Associazione Astronomica del Rubicone)

"Se sarete disposti a lavorare di più e meglio di quello per cui siete pagati, prima o poi riceverete l’interesse composto del vostro investimento. Ogni seme di servizio utile che pianterete non potrà che germogliare e premiarvi con abbondanza di frutti."

(Napoleon Hill)

L'Associazione Astronomica del Rubicone (AAR) praticamente al completo. Accovacciati il presidente dell'Associazione Mauro Frisoni e la punta di diamante, l'astrofisico dott. Oriano Spazzoli a destra. In piedi, da sinistra a destra, Fabio Babini, Giampaolo Galassi, Paolo Boschetti, l'astronomo Fabio Ricchi ed il sottoscritto, vicino al rifrattore di Paolo.

Serate AAR

Ecco alcune immagini tratte da serate di osservazione organizzate in collaborazione con l'AAR (Associazione Astronomica del Rubicone).


Il mio Telescopio

 

Ecco a voi una foto del mio attuale Telescopio! Si tratta di un Dobson con uno specchio primario di 200 mm di diametro ed una focale di 1000 mm. Il tubo è assistito da un sistema computerizzato di inseguimento automatico.